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14 febbraio 2013

L'uomo primitivo curava i disabili

--“Anche gli uomini dell’età della pietra si prendevano cura dei disabili”: questo il titolo di un interessante articolo, a firma di Adriana Bazzi, pubblicato domenica 12 febbraio dal Corriere della Sera.
Che uomini dell’età della pietra si prendano cura, per svariati anni, di chi è rimasto paralizzato o che provvedano alla crescita di chi è affetto da una grave forma di nanismo fortemente invalidante,  sono altrettante testimonianze che la nostra attenzione verso gli altri uomini è unica e che il concetto di “amare il prossimo” è tanto profondamente radicato nella nostra storia da perdersi nella notte dei tempi e fare un tutt’uno con il nostro essere uomini.

14 gennaio 2013

Le macchine ci stanno superando?

--Merita la nostra attenzione il libro del visionario (ma non troppo) Ray Kurzweil “LA SINGOLARITA' E' VICINA: Quando gli esseri umani trascendono la biologia” (ed. italiana APOGEO) in cui viene prefigurato lo sviluppo tecnologico che ci attende nel giro di pochi anni.
Da sempre attento agli sviluppi più avanzati dell’IT, Ray Kurzweil si è occupato, tra i primi, del riconoscimento ottico dei caratteri, del text-to-speach, del riconoscimento del parlato.

9 dicembre 2012

va bene così?

-Mia mamma sarà la madre di mia figlia
Cathy Donnelly ha 58 anni, un’età buona per fare la nonna. E invece diventerà mamma, dando alla luce (come madre surrogata) la figlia di sua figlia Shannon.
Da due anni, Shannon e suo marito Jamie cercano inutilmente di avere un bambino, a causa di una lesione dell’utero della donna. Così Cathy, cinquantottenne madre dell’aspirante mamma e già mamma di tre figli e nonna di sei nipoti, ha deciso di proporsi come “utero in affitto”.

3 novembre 2012

Incontri di Ottobre

Giovedì 11 e giovedì 25 ottobre si sono svolti gli incontri dedicati alla bioetica, secondo il programma che troviamo qui a lato.
Introduttivo alla tematica il primo, che ha visto, quali relatori, Mons. Carlo Bresciani, Rettore del Seminario di Brescia e il prof. Luciano Eusebi, dell'Università Cattolica di Milano.
Il secondo incontro ha toccato tematiche più definite e scientifiche, con gli interventi della Dott.ssa Ornella Parolini  e della dott.ssa Adriana Torri. A seguire, l'intervento del dott. Luca Guerra, che ha riportato l'attenzione sui temi più generali della bioetica e delle motivazioni che ne fanno un argomento di grande attualità, con implicazioni importanti e da affrontare senza la presunzione di ricette facili e soluzioni definitive.
Per rivedere e riascoltare l'intervento della dott.ssa Ornella Parolini "Cellule staminali. Quali orientamenti per la ricerca scientifica", clicca qui.
Per l'intervento "Introduzione alla bioetica" del dott. Luca Guerra, clicca qui.

25 ottobre 2012

Un nobel che conferma e rivoluziona

- Notizia ancora fresca, anche se passata in fretta (forse eccessiva e, quindi, sospetta?) sulle pagine dei nostri giornali, quella riguardante il Nobel per la medicina: Giapponese, appena cinquantenne, il vincitore. Altra nota importante: il premio viene assegnato per una scoperta che risale a soli cinque anni fa. Come di re, che poco tempo è bastato per validarne la straordinaria novità che, di fatto, scombussola e scardina alcuni decenni di ricerca. La scoperta? aver scoperto che le cellule staminali adulte possono essere riprogrammate diventando pluripotenti (sono le cosiddette Ips, Induced Pluripotent Stem Cells): «Le loro scoperte - si legge nella motivazione del premio – hanno rivoluzionato la nostra comprensione del modo in cui le cellule e gli organismi si sviluppano», e senza dover ricorrere alle staminali ricavate da embrioni. Riportiamo di seguito l’intervista de “Il Sussidiario” ad Assuntina Morresi, docente di chimica fisica a Perugia e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, pubblicata lo scorso 9 ottobre. 
Un Nobel inaspettato?
No, al contrario, di Nobel se ne è parlato fin da subito, da quando cinque anni fa Ian Wilmut, lo scienziato che ha fatto nascere la pecora Dolly, ha annunciato di abbandonare le ricerche sulla clonazione mediante trasferimento nucleare, per dedicarsi alla nuova strada trovata dallo scienziato giapponese Shinya Yamanaka.

19 ottobre 2012

Il medico, l'errore e noi

-Una domanda su tutte: possibile che si tratti sempre e solo di “malasanità” o con il neologismo sapientemente creato dai media si comprendono anche casi che rimandano semplicemente alla fragilità del nostro essere uomini e alla morte che è connaturata al nostro essere vivi?
E proviamo, allora, ad addentrarci un poco anche su questo terreno assolutamente tabù dei giorni nostri, nella consapevolezza di essere, noi uomini del mondo sviluppato, sicuramente dei fortunati, laddove si intenda misurare questa fortuna con la durata media della vita, ormai tranquillamente veleggiante oltre gli ottant’anni. Ma ciò non deve mai farci dimenticare che…

17 ottobre 2012

Bioetica - introduzione

Le tematiche che vengono complessivamente ricondotte sotto l’insegna della “bioetica” rimandano alle domande fondamentali che ci riguardano come uomini e assumono contorni che, grazie alle meravigliose possibilità che scienza e tecnologia ci offrono, possono anche essere inquietanti.
Ma prima di affrontare uno qualsiasi dei molti argomenti che possiamo qui incontrare, vale la pena stabilire un minimo punto di partenza, che troviamo nella voce “bioetica” curata da Claudia Navarini Azzola per le “Voci per un dizionario del pensiero forte”, promosso dall’I.D.I.S. (Istituto per la Dottrina e l’Informazione Sociale), che riprendiamo integralmente e pubblichiamo qui di seguito, a cominciare dall’origine del termine, che sarebbe stato coniato dall’oncologo americano VR Potter nel 1970. Da allora tempo ne è passato e ulteriori notevolissimi progressi sono avvenuti. Ma l’attualità di allora è oggi pienamente confermata e, possiamo dire, ancor più stringente.

Claudia Navarini Azzola
1. Il problema e il termine
...Le nuove tecnologie conferiscono possibilità d’intervento dell’uomo sull’uomo e sull’ambiente mai viste prima e tali, per il potere che dischiudono, da richiedere regolamentazione e sorveglianza, sia in fase di ricerca che di utilizzo. Proprio a partire da una riflessione sui pericoli di autodistruzione dell’uomo per il delirio di onnipotenza biotecnologica, un oncologo dell’università del Wisconsin, Van Rensselaer Potter conia nel 1970 il termine "bioetica" in un’opera apparsa negli Stati Uniti d’America con il titolo Bioethics: A Bridge To the Future.